Manon Lescaut

Manon Lescaut

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Manon Lescaut

Manon Lescaut è un’opera in quattro atti di Giacomo Puccini. La prima rappresentazione ebbe luogo la sera del 1º febbraio 1893 al Teatro Regio di Torino, dove l’opera ottenne un successo clamoroso. Terza opera di Puccini in ordine cronologico, Mano

Manon Lescaut è un’opera in quattro atti di Giacomo Puccini. La prima rappresentazione ebbe luogo la sera del 1º febbraio 1893 al Teatro Regio di Torino, dove l’opera ottenne un successo clamoroso.

Terza opera di Puccini in ordine cronologico, Manon Lescaut indicò all’autore la futura strada da percorrere. È generalmente considerata la sua prima partitura operistica completamente matura e personale.

Lo stesso soggetto aveva già ispirato la Manon Lescaut di Daniel-François-Esprit Auber (Parigi, Opéra-Comique, 23 febbraio 1856) e soprattutto la Manon di Jules Massenet (Parigi, Opéra-Comique, 19 gennaio 1884). Quando Marco Praga gli fece notare che avrebbe dovuto affrontare il confronto con la fortunata opera di Massenet, Puccini rispose: «Lui la sentirà alla francese, con la cipria e i minuetti. Io la sentirò all’italiana, con passione disperata.»

RUOLI E PERSONAGGI

Renato Des Grieux
Manon Lescaut
Lescaut (fratello di Manon)
Geronte di Ravoir
Edmondo
Renato

ATTO 1

«Un vasto piazzale presso la porta di Parigi, ad Amiens.»

Nei pressi di un’osteria, studenti, borghesi e ragazze scherzano sui temi dell’amore e della giovinezza. Uno degli studenti, Renato Des Grieux, vanta la propria indifferenza verso l’amore («L’amor? Questa tragedia, ovver commedia, io non conosco!»).

Giunge una carrozza, dalla quale scendono Manon Lescaut, una ragazza destinata alla vita monastica, e il fratello, nel libretto indicato con il solo cognome: Lescaut. Quando Des Grieux vede Manon, è amore a prima vista. Non appena la ragazza rimane sola, le si avvicina e, al ritorno del fratello di lei, riesce a strapparle un nuovo appuntamento.

Nel frattempo Lescaut architetta il rapimento della sorella per conto del ricco banchiere Geronte di Ravoir. In tal modo lei diventerà l’amante del banchiere e lui ne condividerà la vita lussuosa. Ma uno degli studenti, Edmondo, ascolta il dialogo, informa l’amico Des Grieux e organizza una contromossa: sarà Renato a rapire Manon, battendo sul tempo il vecchio Geronte. A fatica Des Grieux riesce a convincere Manon a fuggire con lui e, mentre gli studenti salutano la partenza in carrozza dei due innamorati, Geronte medita vendetta. Lescaut, d’altronde, si dice certo che la sorella non sopporterà a lungo una vita modesta.

ATTO 2

«A Parigi.»

Siamo nel salotto della casa di Geronte. Come volevasi dimostrare, l’idillio è durato poco e Manon ha raggiunto il fratello per diventare la mantenuta del banchiere. La vediamo allo specchio, mentre si prepara per un ricevimento, durante il quale dovrà esibirsi nel ballo e nel canto. Sennonché la ragazza comincia ad annoiarsi e a provare nostalgia per Des Grieux, tanto che il fratello, per evitare la situazione precipiti, decide di chiamare di nascosto Des Grieux a palazzo.

Il ricevimento è terminato, Manon è sola. Nella sua camera irrompe Des Grieux e, con lui, la passione di un tempo. Il ragazzo naturalmente è furibondo, ma, forte del suo fascino, Manon trova facilmente le parole per ammansirlo. Peccato che nel bel mezzo di un lungo abbraccio arrivi Geronte, che senza troppo scomporsi, anche di fronte all’ironia della ragazza che gli ricorda la differenza d’età, si accomiata con un sibillino «arrivederci… e presto!».

Manon non si rende conto del pericolo. Des Grieux la supplica di fuggire immediatamente, ma persino quando il fratello, precipitatosi a palazzo, la avverte che Geronte l’ha denunciata, Manon non sa decidersi a lasciare tutte quelle ricchezze. Proprio mentre tenta di recuperare un po’ di gioielli qua e là per la stanza, entrano le guardie e la arrestano come ladra e adultera.

ATTO 3

«L’Havre. Piazzale presso il porto.»

È notte. Manon è rinchiusa con altre cortigiane nella prigione di Le Havre, in attesa di essere imbarcata all’alba in una nave diretta verso gli Stati Uniti. Lescaut organizza una fuga per evitare la deportazione, ma il piano fallisce e, quando il sergente degli arcieri inizia l’appello delle deportate, a Des Grieux non rimane che una possibilità: supplicare il comandante della nave affinché accetti di imbarcarlo insieme a lei. Le sue parole e le sue lacrime commuovono il comandante e i due innamorati partono per l’ennesimo viaggio.

ATTO 4

«In America. Una landa interminata sui confini della Nuova Orleans.»

Sotto il sole rovente del deserto di New Orleans, Manon e Des Grieux vagano senza meta, stremati dalla fatica. Ancora una volta, l’imprudenza della ragazza li ha costretti alla fuga, ma sarà l’ultima. Manon è stanca, cade al suolo, incapace di proseguire. Non c’è acqua. L’orizzonte non rivela ombra di vita. Il suo amante fedele non può fare più nulla, se non gridare la sua disperazione e ascoltare le sue ultime parole; la bella e voluttuosa Manon muore fra le sue braccia, sorridendogli amorosamente per l’ultima volta.